06/07/10

David Ciolli, Diventa chi sei

Per quanto difficile possa essere seguire il mio sentiero, io seguirò quel sentiero. Nessuno potrà farlo per me.
Per quanto sia duro essere disapprovato e criticato quando ondeggerò sulle maree del mio spirito, ugualmente veleggerò su di esse. Perché quelle onde non torneranno mai più.
Per quanto sia tremendo danzare da soli nella notte avendo come unico compagno il silenzio del bosco, io mi muoverò solo seguendo quei passi. Perché nel dolore saprò di essere vivo e che solo in me vi è il seme che sempre si rinnova.
Per quanto sia amaro vedere in me stesso il bene e il male del mondo, io avrò solo quella visione. In altri non cercherò le mie colpe e le mie debolezze.
Per quanto tenebrosi siano i miei demoni interiori e luminosi i miei angeli, io avrò abbastanza compassione per abbracciare gli uni ed abbastanza amore per gioire degli altri. Perché se rifiutassi le mie ombre oscure fuggirei la vita.
Per quanto sia straziante piangere senza uno sguardo che ti accarezza, piangerò intensamente quelle lacrime e prenderò per mano la mia anima, ed andremo dove solo io so condurla. E saprò di aver amato, e sofferto.
Ricorderò di essermi esaltato al canto del fuoco e alle fiamme struggenti di occhi neri e grandi. Ricorderò la malinconia di danze antiche e il fresco vento delle sere estive. Ricorderò calde savane, quando la criniera unta si impastava al fango.
Gusterò il sapore caro e lontano di profumi di grano e muschio e mi lascerò cullare dal ricordo.
E godrò anche dell’attimo sempre assente.
Ho creduto mille volte di sapere ed altre mille mi sono completamente smarrito.
Se qualcuno mi dirà che sbaglio e che la mia strada dovrebbe essere diversa, perché così vogliono le regole della vita, io lo aiuterò a capire che luce e sole della nostra vita possiamo e dobbiamo essere soltanto noi stessi e che l’unica verità che conta è quella che ci rende liberi di essere noi stessi.
Ed altra verità non esiste.
E questo ci darà abbastanza spazio per contenere l’abisso del Niente e il desiderio del Tutto. Questo mi renderà debole e forte.
Si, debole e forte, così sono in profondità…poiché ho bevuto al calice della solitudine ed ho imparato ad aspettare.
Perchè nel mio spazio c’è posto per il ricordo, non per il rimorso… E a te che rivolgo queste parole… se solo e pensieroso mi vedrai aggirare nel rosso crepuscolo d’aprile, saprai che penso a te, ancora, e al dolce profumo del tuo sguardo.
Questa è la mia debolezza. Questa è la mia forza.
Qualcuno lo chiama amore.

2 commenti:

  1. questa poesia e' stupenda...così intima... mi ha fatto venire i brividi...bellissima!

    RispondiElimina
  2. già ..va letta e riletta ..con calma ...

    RispondiElimina